Un’eredità che vale più del tempo

La nostra storia di innovazione continua a indicare la strada

Sèleco nasce nel 1965 a Pordenone, negli anni in cui esplodeva il mercato dei televisori in Italia; gli anni in cui la tv era un totem capace di di richiamare attorno a sé intere famiglie, di creare atmosfere, desideri, attese e sogni.

Sèleco entra con forza nell’immaginario collettivo e si stabilizza immediatamente come eccellenza italiana dell’elettronica di consumo, raggiungendo una grande notorietà e numerosi riconoscimenti nel mondo per qualità e profilo estetico, fino a diventare, nel 1986, il primo produttore italiano di televisori a colori con il 13% di share del mercato nazionale.

La svolta nel 1973: una strategia industriale sempre più orientata all’estetica e al design.

Tappe importanti della storia di quell’importante periodo sono la svolta avvenuta del 1973, con l’assunzione all’ufficio tecnico di Marino Zanier, che segna l’esordio di una strategia industriale sempre più orientata all’estetica e al design. Da qui cominciano le collaborazioni con importanti designer come Luigi Molinis, ideatore della celeberrima gamma Visual 360. Caratteristica di questi modelli è la forma curva che rende la televisione un’oggetto autonomo e non più parte integrante della mobilia.

1974: Sèleco presenta
ping-o-tronic “il giocosport
del duemila”

La prima videogame console di produzione italiana? Sèleco, naturalmente: era il 1974 quando venne immesso sul mercato il Ping-O-Tronic che oltre al classico Pong prevedeva lo squash e il rimbalzo della palla contro il muro.

Grafica stilizzata e indispensabile un televisore per accedere a questa avanzatissima – per l’epoca – forma di divertimento: non a caso il claim pubblicitario definiva l’apparecchio “Il Giocosport Del Duemila”. Ne furono venduti circa un milione di esemplari (considerati anche quelli del successore Play-O-Tronic) fino al 1983.

Innovazione, design e identità nell’immaginario italiano degli anni ’80

L’innovazione di Sèleco non era solo tecnica, ma anche estetica. I suoi apparecchi si integravano perfettamente nello stile di vita e nell’arredamento italiano, distinguendosi per un design pulito, funzionale ed elegante, in un periodo storico in cui l’elettronica di consumo iniziava a diventare un elemento centrale delle dinamiche sociali.

Il marchio consolidò la sua immagine a livello nazionale anche attraverso un marketing audace e l’investimento nello sport: la storica sponsorizzazione della S.S. Lazio negli anni ’80 è un esempio di come Sèleco sia entrata a far parte dell’immaginario collettivo, legando il proprio nome a valori di prestigio, passione e ritorno al successo, un parallelismo che oggi può essere rievocato per il suo stesso rilancio.

La Fenice e il nuovo corso: dalla storia al futuro

Dopo le turbolenze del mercato globale e i passaggi di proprietà, il marchio Sèleco è oggi rinato sotto la guida di BTV srl. Questa rinascita non è un semplice rebranding, ma la volontà di riaffermare l’identità italiana nel settore, partendo dalla ricchezza storica per proiettarsi in un mercato totalmente nuovo.

Il valore dell’eredità “Made in Italy” non risiede più solo nella produzione fisica, ma nella capacità di progettare, innovare e garantire la qualità che storicamente ha contraddistinto il marchio.

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